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Che il celebre social network avesse numerose falle quanto a difesa della privacy lo si sapeva già, ma con i nuovi tool disponibili in rete in pratica nulla dei propri contenuti è più al sicuro.
Photo Stalker e Seegugio questi i nomi dei principali programmi esterni al sito facebook, ma che girano tranquillamente sulle banche dati del social network e consentono di effettuare ricerche, quindi tramite nome e cognome, riportando nei risultati tutte le immagini disponibili alla persona cercata. Il tutto senza bisogno di esserne amici.
Il primo, Photo Stalker, è stato ideato da un certo Josh Carcione ed ha più di 87.000 fan, il secondo Seegugio è italiano. “Questa applicazione non è stata sviluppata per Facebook”, si legge nella bacheca di Seegugio, che ha più di seimila fan e circa 36.000 utenti attivi mensilmente.
Si moltiplicano dunque i dubbi sull’ingestibilità e i continui rischi per la privacy di tali piattaforme, esposte quotidianamente all’interesse, morboso, di innumerevoli cibernauti.
Restano valide unicamente le semplici regole dettate dal buon senso del singolo utilizzatore, il quale per usufruire del servizio senza incorrere in spiacevoli sorprese deve condividere tramite il proprio profilo solamente informazioni, dati, immagini che non possano ledere nè se stesso ne suoi conoscenti (amici, familiari e in particolar modo bambini) se in mani sbagliate.

Mi permetto di replicare sull’articolo riguardante la privacy di FB in quanto, pur dovendo ammettere di non essere una fan dei social network, ritengo di dover dire che l’informazione data, non e’ del tutto corretta.
I tool riportati nell’articolo esistono realmente ed espletano la funzione di visualizzare le immagini contenute nell’account della persona cercata, ma SOLO quelle che questa persona ha deciso di rendere pubbliche, quindi gia’ non coperte da privacy.
Purtroppo, a mio avviso, il problema non e’ di una scarsa protezione per la privacy degli individui, ma sono gli individui stessi che, troppo spesso, fanno un uso esasperato dei social network, chiedendo amicizia a chiunque magari solo perche’ visualizzati in una foto da un amico di un amico; per questo parlare di privacy riferita ad uno strumento come FB, dove chi si iscrive lo fa’ sostanzialmente per “mostrarsi”, mi sembra alquanto un paradosso.
Chiara il tuo ragionamento non fa una grinza infatti quoto :
“parlare di privacy riferita ad uno strumento come FB, dove chi si iscrive lo fa’ sostanzialmente per “mostrarsi”, mi sembra alquanto un paradosso.”
ma questo sacrosanto concetto non implica che una piattaforma come FB o comunque simil FB non debba tutelare in ogni caso la privacy degli utenti, fosse anche solo per un motivo legale.
Caro Danio,
grazie per la risposta,ma nessuno dice il contrario; fb deve tutelare la privacy e lo fa, infatti le immagini postate e che l’utente posta come immagini private, non sono visibili a nessuno neanche usando questo tipo di tool.
Alla fine la mia era una risposta ad un’informazione non totalmente esatta ed in aggiunta ho messo una critica personale sull’associazione tra la privacy e fb, ma la sostanza del mio post era un’altra sulla quale mi sembra tu non ti sia per nulla soffermato.
Doverosamente intervengo in questo vivace scambio di commenti essendo l’autore del pezzo.
La lettrice, Chiara, risulta molto attenta e pertanto aggiungo una precisazione per risolvere la questione:
C’è solo un caso in cui le immagini non sono accessibili: se l’utente ha deciso di SECRETARE i propri album non ci sarà nulla da fare.
Ad ogni modo questi tool puntano alla disattenzione degli iscritti, che, soprattutto se il proprio profilo è privato, pensano che l’opzione in questione abbia poca importanza.
Peppe ti ringrazio per la precisazione e mi permetto di citarti :
“questi tool puntano alla disattenzione degli iscritti, che, soprattutto se il proprio profilo è privato, pensano che l’opzione in questione abbia poca importanza.”
questa cosa può essere tradotta in raggiro a discapito dell’utenza con consequenziale falle di privacy.
Chiara io ero d’accordo anche con quanto da te affermato e avevo già colto il senso delle tue affermazioni, però volevo appunto spostare il focus sul fatto che molte volte Social Network (e non solo) mirano proprio alla disattenzione dell’utenza per raggiungere fini personali…..Queste “Falle Desiderate”, sono molto spesso usate come vere e proprie strategie di mercato (un po come le clausole scritte in minuscolo nel 99% dei contratti cartacei che girano per il pianeta) a discapito del cliente.
Mi occupo nella vita anche di QA (Quality Assurance) e posso garantirti per esperienza che aziende grosse come FaceBook hanno interi staf di persone pagate solamente per studiare metodologie per “Veicolare” l’utente finale a al compimento di determinate azioni piuttosto che altre.
“ma questo sacrosanto concetto non implica che una piattaforma come FB o comunque simil FB non debba tutelare in ogni caso la privacy degli utenti, fosse anche solo per un motivo legale”
In questa frase io non leggo nessun voler spostare il focus sul fatto che i social network mirino alla disattenzione dell’utente, leggo semplicemente che Fb non tutela la privacy; il tuo discorso successivo a quello dell’autore del pezzo, mi sembra piu’ esplicativo e mi chiedo quanto sia indotto da quanto detto prima e quanto sia in realta’ quello che volevi intendere tu dall’inizio.
Comunque non sei il solo a conoscere le strategie di marketing e su questo punto mi trovi pienamente d’accordo.
Resta il fatto che la mia replica era assolutamente lecita poiche’ chiariva solo che i suddetti tool non violano la privacy se l’utente ne sa fare un buon uso e continuo comunque a pensare che alla gente che usa i social network in un modo “selvaggio” poco importi della privacy e di documentarsi su di essa.